mauricio macri presidente della argentina ii

Da:                                   Giorgio [giodel@giodelsrl.it]

Inviato:                           martedì 1 dicembre 2015 14:40

 

 

 

 

 

 

 

Lettera Informativa

MauricioMacriPresidentedellaArgentina II

Aneddoti

Mauricio Macri è il primo ” ingegnere ” Presidente argentino eletto  , in particolare in democrazia tutti i presidenti sono stati avvocati

Vi è stato il caso di Ramon Puerta, ingegnere,  presidente per 48 ore nel 2001 ma lo fu in quanto presidente del senato .

La sconfitta di Scioli conferma la leggenda ” nera” che nessun governatore della Provincia di Buenos Aires diviene Presidente.

Vi è stato il caso di Eduardo Duhalde , presidente dal 2011 al 2003 e precedentemente Governatore della Provincia

ma lo divenne per Assemblea legislativa e non per voto popolare.

Macri deve sfatare l’ altra leggenda ” nera” che nessun presidente non peronista riesce a concludere il suo mandato.

Le presidenze di Frondizi ed Ilia , radicali, furono interrotte da golpe militari .

Alfonsin dovete trasferire il potere a Menem con mesi di anticipo per la crisi economnica finanziaria del 1989.

De La Rua dovette rinunciare nel 2001.

Giorgio De Lorenzi

( segue )

MAURICIO MACRI PRESIDENTE DELLA ARGENTINA I

 Mauricio Macri Presidente della Argentina I

I quasi unanimi commenti degli osservatori UE e USA considerano la vittoria di Mauricio Macri inizio di una epocadi ” buon senso ed efficienza ” e fine del populismo di speudo sinistra e di reale destra.La politica estera  del governo Macri andra’  verso occidente , USA, UE,  e non piu’ verso Ecuador, Venezuela e Cuba.In particolare netta è la posizione del presidente eletto nei confronti dell’ illiberale e totalitario Maduro.La situazione economia che Macri eredita è drammatica e la mancanza di dati affidabili dopo un decennio di ” trucchi” fa  temere sorprese .Il Presidente Macri governera’ un Paese  che da quasi 100 anni è sempre stato sull’ orlo della tragedia, a volte anche nell’abisso , a causa esclusivadella sua classe dirigente incapace nel complesso di dare una stabile impostazione all’ Argentina  sempre portata a guardare indietro e non avanti.Il compito è arduo ma l’ eccellente governo formato ed un notevoile e crescente appoggio popolare sommatialle doti di buon senso ed alla “ideologia della efficienza” che caratterizzano Macri , assicurano un grande stabile e finalmente duraturo successo nell’indirizzareil Paese verso la profezia di San Martin : Argentina o sarai grande o sarai nulla…fino ad oggi è stata nulla

Giorgio De Lorenzi

( segue )

Cristiana Pegoraro in Concerto a Buenos Aires

CONCIERTO 23 DE ABRIL EN LA USINA DEL ARTE DE BUENOS AIRES

Cristiana Pegoraro se graduó a los dieciséis años en el Conservatorio de Terni, su ciudad natal, con el máximo puntaje y mención de honor. Continuó sus estudios con Jörg Demus en Viena y con Hans Leygraf en el Mozarteum de Salzburgo y en la Hochschule der Künste de Berlín. Posteriormente se perfeccionó con Nina Svetlanova en el Manhattan School of Music de New York.Su talento presenta grandes capacidades técnicas e interpretativas, como lo demuestran los primeros premios obtenidos en numerosos concursos internacionales. El New York Times la definió como “una artista del más alto calibre” en ocasión de su debut en el Lincoln Center de New York, en 1996.Desde muy temprana edad, Cristiana se presenta en algunas de las más importantes asociaciones y salas de concierto de todo el mundo y es la primera mujer italiana que llevó a cabo conciertos de música clásica en Bahrein, Yemen y Oman. Cristiana Pegoraro es asimismo la primera mujer italiana en el mundo que interpretó las 32 Sonatas completas para piano de Ludwig van Beethoven.Catalogada por la crítica internacional entre los mejores intérpretes de música cubana y sudamericana, toca obras de Astor Piazzolla, Joaquin Nin y Ernesto Lecuona. Transcribió, en versión para piano, los más bellos tangos de Astor Piazzolla y compuso una Fantasía a partir de las danzas cubanas de Ernesto Lecuona. Su amplia discografía cuenta con 25 CD grabados.

En el 2008, como única representante europea en el Spring Festival, llevó a cabo un concierto en la Sala de la Asamblea General de las Naciones Unidas en New York, frente a embajadores y diplomáticos de 192 países.

Apoya a diversas organizaciones mundiales, entre ellas,Unicef (de la que es representante), Amnesty International, World Food Programme y Emergency, en sus distintas campañas humanitarias. En el 2005 le fue conferido por el Círculo Cultural Italiano de las Naciones Unidas el prestigioso premio World Peace Award “por su especial compromiso con la promoción de la Paz en el mundo”. En el 2007, en Nápoles, recibe junto con Claudio Abbado el premio Sebetia-Ter. En el mismo año es nombrada Embajadora del Derecho a la Música por el Municipio de Roma. En 2010 en New York recibe el premio Donna ILICA 2010 de parte de la Italian Language Inter-cultural Alliance.

Cristiana Pegoraro combina, desde hace tiempo, su actividad pianística con la de compositora. Publicó 5 álbumes con sus composiciones originales: A Musical Journey, Ithaka, La mia Umbria, Volo di note y Piano di volo. Entre sus composiciones cabe mencionar, la banda de sonido para el video Por quién dobla la sirena, producido por la Oficina del Representante Especial de Naciones Unidas para los niños y los conflictos armados. Compuso también la banda de sonido para el documental La casa dell’orologio de Gianni Torres. Es autora del libro de poesía Ithaka y de una colección de cuentos para niños extractados de óperas italianas.

Es representante de la campaña de difusión turística mundial de la región italiana de Umbria. Desde 2011 es Directora Artística de la Narnia Arts Academy y del Narnia Festival (www.narniafestival.it), que han sido galardonados en 2014 con la medalla del Presidente de la República Italiana.

 

www.cristianapegoraro.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concierto realizado en colaboración con

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al término del concierto se ofrecerá

un vino de honor

Gentileza de la  Bodega Catena Zapata

 

 

 

CRISTIANA PEGORARO

 

Piano

 

 

 

Jueves 23 de abril de 2015 – 20.00 hs

USINA DEL ARTE – SALA DE CÁMARA

Agustin R. Caffarena 1, Buenos Aires

 

                          

LA CRISI VALUTARIA

 
SOCIETA ITALIA ARGENTINA
 
 
LETTERA INFORMATIVA GENNAIO 2014
 
 
LA CRISI VALUTARIA
 
 
LA CRISI VALUTARIA ARGENTINA HA DELLE ORIGINI QUASI SURREALI.
UN PAESE  ESPORTATORE DI COMMODITIES  NON DOVREBBE AVERE PROBLEMI VALUTARI INVECE LI HA, PERCHE’ ?
PERCHE’ OVVIAMENTE ESCONO PIU’  DOLLARI DI QUANTI NE ENTRINO , UNICO  ARTICOLO DELLA LEGGE ECONOMICA UNIVERSALE :
NON PUOI SPENDERE PIU DI QUELLO CHE GUADAGNI.
NON AVENDO DA ANNI ACCESSO AL SISTEMA FINANZIARIO INTERNAZIONALE L’ARGENTINA DEVE AUTOGENERARE LA VALUTA ESTERA E RIDURNE LE USCITE.
NEGLI ULTIMI ANNI IL “LEGGENDARIO” SECRETARIO DE COMERCIO GUILLERMO MORENO ( ORA DEFENESTRATO ) HA DI FATTO BLOCCATO  CON METODI DURISSIMI ED A VOLTE DIVERTENTI LE IMPORTAZIONI E QUINDI I PAGAMENTI IN VALUTA. ORA LO STATO STA STRINGENDIO ANCOR PIU , A VOLTE IN MODO UN PO’ PATETICO COME PROIBENDO ACQUISTI VIA INTERNET COSE DA CINA COMUNISTA…
SI TAPPANO BUCHI E NON SI AFFRONTA IL PROBLEMA DELLE VORAGINI CHE SONO FONDALMENTE DUE : LE IMPORTAZIONI ENERGETICHE ED IL TURISMO.
DUE PARADOSSI AL LIMITE COME DETTO DEL SURREALE.
TURISMO : GLI ARGENTINI SONO I PIU’ ACCANITI ED INCALLITI VIAGGIATORI AL MONDO. APPENA MINIMAMENTE POSSIBILE SUBITO ALL’ESTERO EUROPA E STATI UNITI IN GRAND TOUR CON FAMIGLIE ED AMANTI…MADRID , ROMA, PARIGI, LONDRA , NEW YORK MIAMI LOS ANGELES ECC ECC POI SUD AFRICA, AUSTRALIA ECC ECC AD UN COSTO MODESTO DATO CHE SI OTTENGONO DIRETTAMENTE O CON CARTE DI CREDITO I DOLLARI/EURO AL CAMBIO UFFICIALE CHE E’ ASSAI PIU’ BASSO DEL REALE.
POCO TEMPO FA UN FUNZIONARIO PUBBLICO IN VIAGGIO CON TUTTA LA FAMIGLIA DI SEI PERSONE ( LUI, MOGLIE, TRE FIGLI E LA BAMBINAIA ) RACCONTAVA CHE TUTTI IN PRIMA CLASSE E ALBERGHI TOP SPENDEVA MENO CHE ANDARE A VILLEGGIARE A MAR DEL PLATA ( LA NOSTRA RIMINI ).I RICCHI E NON SOLO ALLE LORO DUE O PIU’ SETTIMANE A PUNTA DEL ESTE NON RINUNCEREBBERO A NESSUN COSTO, E PUNTA DEL ESTE E’ ALL’ESTERO ANCHE SE NEL VICINO URUGUAY..I MILIARDI DI DOLLARI SPESI IN VIAGGI SONO TANTI….
VORAGINE NUMERO DUE . LA ENERGIA. L’ARGENTINA E’ UN PAESE MIRACOLATO DAL CIELO PER LA ENERGIA..IDROELETTRICA , GAS , PETROLIO, VENTO, SOLE TUTTO CI0′ CHE PRODUCE ENERGIA LA ARGENTINA LO HA IN QUANTITA’ INFINITE …SHALE OIL /GAS ..UNO DEI PIU’ GRANDI GIACIMENTI DEL MONDO ( VACA MUERTA ) STA LI AD ASPETTARE…EPPURE SI IMPORTANTO OLTRE 15 MILIARDI DI DOLLARI DI ENERGIA ( SOPRATTUTTO GAS A PREZZO ALTISSIMO DA EMIRATI & CO )..PERCHE’ ? PER UNA SCRITERIATA POLITICA TARIFFARIA CHE NON INVOGLIA I PRIVATI AD INVESTIRE, PER CONSUMI, SOVVENZIONATI,  TRA I PIU’ ALTI DEL MODO ( TUTTI HANNO ARIA CONDIZIONATA, MICRO ONDE. CONGELATORI, NESSUNO SPEGNE UNA LAMPADINA ECC ECC ) E PERCHE’ ..A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA….QUALCUNO CI GUADAGNA…
CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO..IL GOVERNO COMMETTE I TIPICI ERRORI DELLE IDEOLOGIE STANTIE E GLI ARGENTINI NON SPENGONO LE LUCI…

Tango patrimonio della umanità

Società Italia Argentina

 

La cumparsita[1]

(Piccola mascherata)

 

Tango

 

Letra de / Parole di: Pascual Contursi y/e Enrique Pedro Maroni[2]

Música de / Musica di: Gerardo Hernán Matos Rodríguez

(1924[3])

 

¡Si supieras Se tu sapessi
que aún dentro de mi alma che dentro la mia anima ancora
conservo aquel cariño conservo quell’affetto
que tuve para ti…! che avevo per te!…
¡Quién sabe, si supieras Chissà, se tu sapessi
que nunca te he olvidado…! che mai ti ho dimenticato!…
Volviendo a tu pasado Tornando al tuo passato
te acordarás de mí… ti ricorderai di me…
   
Los amigos ya no vienen Gli amici ormai non vengono
ni siquiera a visitarme; neppure a visitarmi;
nadie quiere consolarme nessuno vuole consolarmi
en mi aflicción… nel mio dolore…
Desde el día que te fuiste Dal giorno in cui te ne sei andata
siento angustias en mi pecho… sento l’angoscia nel mio petto…
¡Decí, percanta[4], qué has hecho Dimmi, donna[5], che hai fatto
de mi pobre corazón…! del mio povero cuore!…
   
Sin embargo Eppure,
yo siempre te recuerdo io sempre ti ricordo
con el cariño santo con l’affetto sacro
que tuve para ti; che avevo per te;
y estás dentro de mi alma, e sei dentro il mio cuore,
pedazo de mi vida, pezzo della mia vita,
en la ilusión querida nell’illusione cara
que nunca olvidaré. che mai dimenticherò.

 

 

Al cotorro[6] abandonado Nell’abitazione[7] abbandonata
ya ni el sol de la mañana neppure il sole del mattino
asoma por la ventana, spunta alla finestra,
como cuando estabas vos… come quando c’eri tu…
Y aquel perrito compañero E quel cagnolino compagno,
que por tu ausencia no comía che per la tua assenza non mangiava,
al verme solo, el otro día vedendomi solo, l’altro giorno
también me dejó[8]. anch’esso mi ha lasciato.

 

 

  • Historia / Storia

 

Nació como una marcha estudiantil de una comparsa montevideana; de ahí su nombre, menguado primero en Comparsita y transformado después en La cumparsita[9]. En el Carnaval de 1916, Matos Rodríguez se la llevó al pianista Roberto Firpo, que actuaba en el café La Giralda (hoy Palacio Salvo). Debió ser convertida en tango, proceso en el cual intervino Carlos Warren, y hasta se le tuvo que añadir una sección, que le faltaba. Firpo utilizó para ello parte de un tango instrumental suyo, La gaucha Manuela.

En la Giralda, queda dicho, fue estrenada con una breve notoriedad inicial y un pronto olvido. Llegó a tener dos grabaciones en esa época. La primera fue la de la orquesta de Firpo (en rigor, un cuarteto con él al piano, Tito Roccatagliatta en violín, Juan Bautista Deambroggio en bandoneón[10] y Juan Carlos Bazán en clarinete), en septiembre de 1916 (?) para Odeón. Pero el disco aparece anunciado recién en agosto de 1917. La otra -de la que se dice a menudo, erróneamente, que es la primera- fue la de la orquesta Alonso-Minotto, armada al solo efecto de grabar discos, en Victor; data del 8, 9 o 10 de mayo de 1917. En Buenos Aires la tocó por primera vez Firpo en el café Iglesias.

Sin la autorización de Matos Rodríguez (que había vendido la partitura por unos pocos pesos a la Editorial Breyer Hermanos, cometiendo el error de su vida), Contursi y Maroni le escribieron una letra, a la que llamaron con el primer verso:  Si supieras. Es la que registra en disco Carlos Gardel en 1924, para Odeón, con el acompañamiento de las guitarras de Ricardo y Barbieri.

Aquí comienza la historia del éxito de La cumparsita, el tango mas grabado de todos los tiempos, el más representativo, el que todo el mundo reconoce de inmediato. (Gardel hizo otra versión, en Barcelona, el 17 de diciembre de 1927 con los mismos guitarristas). Otra placa de 1924, casi desconocida, es la del cantante y guitarrista Mario Pardo, en Odeón.

Las protestas de Matos Rodríguez fueron inmediatas; quizá ningún otro tango haya originado tantos juicios y controjuicios. Este autor le puso otros versos, que son los que comienzan con “La Cumparsa / de miserias sin fin desfila / en torno de aquel ser enfermo / que pronto ha de morir de pena…”. José Gobello y Roberto Selles detectaron otra letra más, perteneciente a Alejandro del Campo. Tuvo una versión inglesa en 1937, titulada The Masked One, cuyos versos pertenecen a Olga Paul.

La letra de Si supieras había sido creada para el sainete Una programa de Cabaret, que se estrenó en el teatro Apolo el 6 de junio de 1924; primero por el actor Juan Ferrari, después por Carlos Carranza.

El 20 de agosto de 1947 se estrenó  en el cine Normandie la película La cumparsita, dirigida por Antonio Momplet. Contó con las actuaciones de Hugo del Carril, Aída Alberti, Nelly Darren, José Olarra, Felisa Mary, Florindo Ferrario, Ernesto Vilches, Carlos Castro (“Castrito”), Chela Cordero, Maruja País y Max Citelli. Fue una producción de Estudios San Miguel. La cumparsita fue, además, el titulo que tuvo en España el filme de Enrique Carreras Canción de arrabal (1961)[11].

 

Nacque come marcia studentesca di una <<comparsa>>[12] di Montevideo; da qui il suo nome, ridotto dapprima in Comparsita e trasformato quindi in La cumparsita[13]. Nel Carnevale del 1916, Matos Rodríguez la portò al pianista Roberto Firpo, che si esibiva al caffè “La Giralda”[14] (oggi Palazzo Salvo). Si rese necessario trasformarla in tango, procedimento nel quale intervenne Carlos Warren; e si dovette perfino aggiungerle un pezzo, mancante. Firpo utilizzò, a questo fine, parte di un suo tango strumentale, La gaucha Manuela.

Nella “Giralda”, come detto, fu eseguita per la prima volta con breve notorietà iniziale ma pronto oblio. Arrivò ad avere due registrazioni in quel periodo. La prima fu quella dell’orchestra di Firpo (a rigore, un quartetto con lui al piano, Tito Roccatagliatta al violino, Juan Bautista Deambroggio al bandonion[15] e Juan Carlos Bazán al clarinetto), nel settembre del 1916 (?) per la Odeón. Ma il disco appare annunciato appena nell’agosto del 1917. L’altra – di cui spesso si dice, erroneamente, che sia la prima – fu quella dell’orchestra Alonso-Minotto, montata al solo fine di incidere dischi, per la Victor (8, 9 o 10 maggio del 1917). A Buenos Aires la suonò per la prima volta Firpo nel Caffè Iglesias.

Senza l’autorizzazione di Matos Rodríguez (che aveva ceduto lo spartito per pochi pesos alla Editorial Breyer Hermanos, commettendo lo sbaglio della sua vita), Contursi e Maroni le scrissero un testo, che chiamarono con il primo verso: Si supieras [16]. È quello che incide in disco Carlos Gardel nel 1924 per la Odeón, con l’accompagnamento delle chitarre di Ricardo e Barbieri.

A questo punto inizia la storia del successo di La cumparsita, il tango più inciso di tutti i tempi, il più rappresentativo, quello che tutto il mondo riconosce immediatamente. (Gardel fece un’altra versione, a Barcellona, il 17 dicembre 1927 con gli stessi chitarristi). Un’altra incisione del 1924, quasi sconosciuta, è quella del cantante e chitarrista Mario Pardo, con la Odeón.

Le proteste di Matos Rodríguez furono immediate; forse nessun altro tango ha dato origine a tanti processi e controprocessi. Quest’autore le diede altri versi, che sono quelli chi incominciano con “La Cumparsa, / dalle disgrazie innumerevoli, sfila / intorno a quell’essere infermo, / che presto morirà di pena… “. José Gobello e Roberto Selles scoprirono ancora un altro testo, appartenente ad Alejandro del Campo. Ebbe una versione in inglese nel 1937, intitolata The Masked One, i cui versi appartengono ad Olga Paul.

Il testo di Si supieras era stato scritto per la farsa Una programa de cabaret, la cui prima fu data al Teatro Apolo il 6 giugno 1924; all’inizio con l’attore Juan Ferrari, poi con Carlos Carranza. 

Il 20 agosto 1947 esordì al cinema Normandie il film La cumparsita, diretto da Antonio Momplet. Includeva tra gli attori Hugo del Carril, Aída Alberti, Nelly Darren, José Olarra, Felisa Mary, Florindo Ferrario, Ernesto Vilches, Carlos Castro (“Castrito”), Chela Cordero, Maruja País e Max Citelli. Fu una produzione degli Estudios San Miguel. La cumparsita, inoltre, fu il titolo dato in Spagna al film di Enrique Carreras Canción de arrabal [17] (1961).

 

 

  • El Lunfardo / Il “Lunfardo

 

Inicialmente jerga del ambiente delincuencial y del bajo fondo porteño, de reducido y específico repertorio, se abrió pronto, generosamente, a la incorporación de nuevas voces, ajenas a su cuna canera[18], se enriqueció sin pausa con palabras y locuciones que aportaba la inmigración europea de mediados del siglo XIX, trastocándolas muchas veces en su forma y significado, e incorporó ávidamente indigenismos, argentinismos y americanismos que le confirieron el caudal suficiente como para reclamar en el lenguaje común el lugar que supo ganarse por su vigor y vitalidad. La creatividad y la imaginación popular colaboraron eficazmente en la expansión del lunfardo que, tras una pausa de resistencia purista, recaló en todas las clases sociales y alcanzó el indiscutido lugar en las letras, el canto, el teatro y el periodismo que le correspondió como parte integrante del idioma nacional argentino.

Para muchos lingüistas, “lunfardo” proviene del italiano “lombardo”, natural de Lombardía, tal vez por vía del romanesco “lombardo”, ladrón, con interferencia fonética genovesa. Desde hace varias décadas ha caído en total desuso el termino “lunfardo” como sinónimo de ladrón y solo se lo emplea como sinónimo del argot primitivamente porteño[19].

 

Inizialmente gergo della malavita e dei bassifondi di Buenos Aires, di ridotto e specifico repertorio, si aprì presto e generosamente all’incorporazione di nuove voci, estranee al suo ambiente di origine[20], si arricchì senza soste con parole e locuzioni apportate dall’immigrazione europea della metà del diciannovesimo secolo, stravolgendone molte volte la loro forma e significato; e incorporò avidamente indigenismi, argentinismi e americanismi, che gli conferirono il patrimonio sufficiente per esigere nel linguaggio comune il posto che ha saputo conquistarsi per la sua forza e vitalità. La creatività e l’immaginazione popolare collaborarono efficacemente all’espansione del lunfardo che, dopo una pausa di resistenza purista, si diffuse in tutte le classi sociali e raggiunse l’indiscussa posizione nelle lettere, nel canto, nel teatro e nel giornalismo che le spettava come parte integrante della lingua nazionale argentina.

Per molti linguisti, “lunfardo” deriva dall’italiano “lombardo”, nativo della Lombardia, forse per via del romanesco “lombardo”, ladro, con interferenza fonetica genovese. Da molti decenni è caduto in totale disuso il termine “lunfardo” come sinonimo di ladro e si usa soltanto come sinonimo del gergo originariamente degli abitanti di Buenos Aires (“porteños“).

 

 

  • Biografías / Biografie

 

Carlos Gardel

 

La historia oficial fija el nacimiento de Carlos Gardel en Toulouse, Francia, el 11 de diciembre de 1890 y da su verdadero nombre como Charles Romuald Gardés, hijo de padre desconocido que, desde muy temprana edad, llega con su madre, Berta Gardés, a la Argentina y establece su residencia en el barrio porteño del Abasto (de ahí, el apelativo de “Morocho del Abasto). (Otras versiones fijan su nacimiento en Tacuarembó, Uruguay, hijo no reconocido de un caudillo de la zona).

Comenzó cantando temas criollos, primero como solista y luego a dúo con José Razzano. Pero su gran consagración llegó cuando se convirtió en el creador del tango canción al grabar “Mi noche triste”, de Pascual Contursi. Sus viajes a Europa, donde brilló en escenarios de España y Francia, y en especial a Estados Unidos, donde filmó sus películas mas difundidas (filmó para la Paramount en 1932, 1934 y 1935), contribuyeron a darle fama internacional y a crear la aureola de gran triunfador que sus admiradores argentinos le reconocían (en enero de 1929  realizó una breve tournée por Italia).

El 23 de junio de 1935 ofreció, en el teatro Odeón de Bogotá, la que seria su ultima actuación. Al día siguiente, en el aeropuerto colombiano de Medellín, a la edad de 44 años, Carlos Gardel muere. El avión que se dispone a despegar y en el que el cantante viaja, se estrella contra otro aparato que se le cruza en la pista.

El popular artista, mito del pueblo argentino, figura por antonomasia del tango canción y paradigma del ser porteño -cuya vida oculta muchas facetas enigmáticas y otras objeto de inacabables polémicas- había logrado abrir nuevos ámbitos para el tango en Europa y en Estados Unidos. Su mito se acrecienta en el tiempo. Con la llegada de sus restos a Buenos Aires, la ciudad vive y protagoniza uno de los homenajes populares más sentidos y multitudinarios de los que se tenga memoria. Las frases ya folcloristicas “El bronce que sonríe” y “Cada día canta mejor” definen su dimensión en el recuerdo de la gente.

 

La storia ufficiale fissa la nascita di Carlos Gardel a Tolosa, in Francia, l’11 dicembre del 1890 e dà come suo vero nome quello di Charles Romuald Gardés, figlio di padre ignoto che, in età precoce, arriva con sua madre, Berta Gardés, in Argentina e stabilisce la sua dimora nel quartiere di Buenos Aires denominato “dell’Abasto” (da qui, l’appellativo di “Il Bruno dell’Abasto”). (Altre versioni indicano la sua nascita a Tacuarembó, in Uruguay, figlio non riconosciuto di un caudillo della zona).

Iniziò cantando temi creoli, dapprima come solista e poi in duo con José Razzano. Ma la sua gran consacrazione arrivò allorché divenne il creatore del tango-canzone incidendo “Mi noche triste”[21], di Pascual Contursi. I sui viaggi in Europa, dove spiccò negli scenari di Spagna e Francia, e soprattutto negli Stati Uniti, dove interpretò i suoi film più diffusi (filmò con la Paramount nel 1932, 1934 e 1935), contribuirono a dargli fama internazionale e a creare l’aureola di gran trionfatore che i suoi ammiratori argentini gli riconoscevano (nel gennaio del 1929 fece una breve tournée in Italia).

Il 23 giugno 1935 offrì, nel Teatro Odeón di Bogotà, quella che sarebbe stata la sua ultima interpretazione. Il giorno seguente, nell’aeroporto colombiano di Medellìn, all’età di 44 anni, Carlos Gardel muore. L’aereo che si prepara a decollare e nel quale il cantante viaggia, si schianta con un altro apparecchio che gli sbarra la pista.

Il popolare artista, mito del popolo argentino, figura per antonomasia del tango-canzone e modello dell’essere “porteño - la cui vita cela molti aspetti enigmatici e altri oggetto di interminabili polemiche – era riuscito ad aprire nuovi ambiti per il tango in Europa e negli Stati Uniti. Il suo mito cresce nel tempo. Con l’arrivo dei suoi resti a Buenos Aires, la città vive ed è protagonista di uno degli omaggi popolari più sentiti e di massa di cui si abbia memoria. Le frasi ormai folcloristiche come “Il bronzo che sorride” e “Canta ogni giorno meglio” definiscono la sua grandezza nel ricordo della gente.

 

 

  • Bibliografía / Bibliografia

 

-          Las mejores letras de tango, “Antología de doscientas cincuenta letras, cada una con su historia”, selección, prólogo y notas de HÉCTOR ÁNGEL BENEDETTI, Editorial Planeta Argentina, Buenos Aires, 2000 (diciembre).

-          Tango a cura di PAOLO COLLO ed ERNESTO FRANCO, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2002 (aprile).

-          ATHOS ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo, Grupo Editorial Planeta, Buenos Aires, 2002 (septiembre).

-          ELISABETTA MARUCA, Il tango, “Sentimento e filosofia di vita”, Xenia Edizioni, Milano, 2000 (…).

-          REAL ACADEMIA ESPAÑOLA, Diccionario de la lengua española, vigésima segunda edición, Editorial Espasa Calpe, Madrid, 2001 (octubre).

 



[1] Con esta letra, se llama en realidad “Si supieras”.  Con queste parole si chiama, in realtà, “Si supieras” (se tu sapessi).

[2] Hay otra letra, de Gerardo Hernán Matos Rodríguez; y otra más, de Alejandro del Campo. Se publicó, además, una versión en inglés, con versos de Olga Paul.

Esiste un altro testo di Gerardo Hernán Matos Rodríguez; e un altro ancora di Alejandro del Campo. Fu pubblicata, inoltre, una versione in inglese con versi di Olga Paul.

[3] Año de copyrigh. Anno di copyright.

[4] <<Percanta>>: vocablo del lunfardo.  Amante;  concubina, respecto a su compañero. Es afectivo. Por extensión, mujer joven; mujer en general (ATHOS ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo, Grupo Editorial Planeta, Buenos Aires, 2002: página  379).

<<Percanta>>: vocabolo del “lunfardo“. Amante; concubina, riguardo al suo compagno. È affettivo. Per estensione, donna giovane; donna in genere.

[5] Vedi nota 4.

[6] <<Cotorro>>: lunfardo. En su origen fue el nombre que designó a la habitación en la que vivía un hombre soltero o la que un hombre usaba para citas amorosas. Con el tiempo, los cotorros pasaron a funcionar en departamentos y también a estar en manos de mujeres que escondían en ellos sus amoríos. Del español “cotarro”: asilo o albergue nocturno para pobres y vagabundos (ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo: página 158).

<<Cotorro>>: lunfardo. In origine fu il nome con cui si designava l’abitazione in cui viveva un uomo celibe o quella che un uomo usava per incontri amorosi. Con il tempo i <<cotorros>> cominciarono a funzionare in appartamenti, passando anche nelle mani di donne che nascondevano in essi le loro relazioni amorose. Dallo spagnolo “cotarro”: ricovero o alloggio notturno per poveri o vagabondi. 

[7] Vedi nota 6.

[8] Las mejores letras de tango, “Antología de doscientas cincuenta letras, cada una con su historia”; selección, prólogo y notas de HÉCTOR ÁNGEL BENEDETTI, Editorial Planeta Argentina, Buenos Aires, 2000: páginas 116-117.

[9] <<Cumparsita>>, pequeña <<cumparsa>>. <<Cumparsa>>: lunfardo. Comparsa; conjunto de personas disfrazadas o vestidas ex profeso estrafalariamente, que desfilan, cantan y bailan en las fiestas carnavalescas (ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo: página 168).

<<Cumparsita>>, piccola <<cumparsa>>. <<Cumparsa>>: lunfardo. Mascherata, gruppo di persone travestite o vestite ex professo (vale a dire volutamente) in maniera bizzarra, che sfilano, cantano e ballano nelle feste carnevalesche.

[10] Del alemán Bandoneon, y este acrónimo de Heinrich Band (1821-1860), músico que lo inventó, Harmonika, armónica, y Akkordeon, acordeón. Variedad de acordeón, de forma hexagonal y escala cromática, muy popular en la Argentina.

[11] Las mejores letras de tango, de BENEDETTI: páginas 422-423.

[12] <<Comparsa>>: mascherata. Vedi anche nota 9.

[13] Vedi nota 9.

[14] <<Giralda>>: girandola.

[15] Dal tedesco Bandoneon, acronimo questo di Heinrich Band (1821-1860), musicista che lo inventò, Harmonika, armonica, e Akkordeon, fisarmonica. Varietà di fisarmonica, di forma esagonale e scala cromatica, molto popolare in Argentina.

[16] <<Si supieras>>: se tu sapessi.

[17] <<Canción de arrabal>>: canzone di periferia.

[18] <<Canero/a>>: lunfardo. Propio o relativo a la cana, al encarcelamiento, a la prisión. Propio o relativo al ambiente orillero o del bajo fondo; a su forma de vida, a su filosofía, a su manera de sentir o de expresarse. Arrabalero. Por extensión, individuo que está preso de continuo (ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo: página 102).

<< Canero/a>>: lunfardo. Proprio o relativo alla galera, all’incarceramento, alla prigione. Proprio o relativo all’ambiente dei sobborghi o dei bassifondi; alla sua forma di vita, alla sua filosofia; al suo modo pensare o di esprimersi. Borghigiano, “borgataro”. Per estensione, individuo che è continuamente in carcere.

[19] ESPíNDOLA, Diccionario del lunfardo, páginas  291-296.

[20] Vedi nota 18.

[21] <<Mi noche triste>>: la mia notte triste.